Prove di computer - Multitech Microprofessor II


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Introduzione
La Multitech fa uscire un prodotto che, se non si può definire "anomalo" in senso stretto, possiede però una sua filosofia ben precisa e diversa dai calcolatori personali concorrenti. L'idea di fondo è quella di costruire un sistema valido sia sul profilo didattico che di quello dell'uso più serioso, ecco quindi la compatibilità a livello di sorgenti con il più blasonato Apple II, ma dal costo iniziale contenuto.1 Parliamo di costo iniziale perché in effetti si risparmia solo sull'unità centrale, mentre quando si cominciano ad aggiungere le indispensabili periferiche come il monitor, il floppy disk e la stampante, la convenienza scende proporzionalmente.
Possiamo dire che il MPF-II (questa la sigla del prodotto) rappresenta un'evoluzione delle schede educative a microprocessore presentando inizialmente una connotazione di tipo "non professionale" ma permettendo la crescita del sistema con l'aggiunta delle periferiche più diffuse: stampanti, floppy disk drive, etc...
La pubblicità del prodotto sfrutta questo lato "espansivo" per mostrare una serie davvero notevole di accessori che possono essere acquistati a corredo. Un altro campo dove il sistema cerca di distinguersi è quello della trasportabilità, enfatizzato dalla disponibilità di una tracolla appositamente studiata per contenere l'intera collezione di scatoline che, una volta assemblate, costituiscono di fatto il calcolatore.

Una bella immagine d'insieme del MPF-II e delle sue periferiche, compresa la casacca per il trasporto
Una bella immagine d'insieme del MPF-II e delle sue periferiche

Prime impressioni
L'unità centrale, in plastica grigia e formata da due gusci perfettamente uguali, ha più o meno le dimensioni di un libro di media grandezza: più o meno come un foglio A4 e spesso un paio di centimetri, ospita la tastiera formata da 49 tasti di gomma bianca e, sempre sulla parte superiore, una griglia di feritoie in corrispondenza dell'altoparlante interno. Sul frontale il simbolo grafico "mascotte" del sistema: si tratta di tre esagoni colorati in blu, verde e rosso, a ricordare le caratteristiche "colorate" dell'uscita video. Le piastrine frontale e retro sono di metallo; il sistema visto di fronte mostra una sagomatura della scatola che richiama l'esagonalità del simbolo adottato dalla casa costruttrice, simbolo che si ritrova su uno dei tasti della tastiera esterna ma che non ha associata alcuna funzione. Un led di accensione di colore rosso è visibile accanto alla scritta "Micro-Professor MPF-II" posta immediatamente a ridosso della griglia dell'altoparlante. La dotazione del sistema comprende due manuali: uno per il Basic e una generica User Guide e ovviamente l'alimentatore che, essendo esterno, non obbliga la piastra madre ad un dissipamento aggiuntivo di calore.
Contrariamente alla maggior parte dei sistemi home, il MPF-II ha le uscite sia sul retro che sul lato sinistro dell'unità. Sul retro il connettore di alimentazione, l'uscita TV, le uscite IN/OUT per il registratore a cassette e un'uscita per il monitor. Sulla sinistra tre connettori: il più grande per l'espansione floppy disk o comunque qualche altra cartridge, gli altri due per la stampante (centronics) e il joystick o la tastiera esterna (l’uno esclude l’altra).

La documentazione è piuttosto ricca, com'era normale nei primi home. Si notino le due mascherine per la tastiera.
La documentazione è piuttosto ricca, com'era normale nei primi home

La necessità della tastiera esterna appare evidente quando si comincia a prendere confidenza con il sistema; infatti la tastiera "embedded" è piuttosto scomoda da utilizzare sia per la posizione logistica che per il materiale gommoso di cui sono fatti i tasti e non permette un feedback adeguato ad una digitazione medio-veloce. La tastiera esterna ha gli stessi principi costruttivi ma con una spaziatura molto più ampia dei tasti; il colore dello sfondo e dei tasti stessi, entrambi marrone, non sono invece il massimo per quanto riguarda l'ergonomia visiva. Per la tastiera embedded viene fornita una mascherina adatta alla programmazione Basic.

La tastiera, per quanto sacrificata è adattabile alla situazione di funzionamento tramite delle mascherine di carta.

Come unità a cassette va bene qualsiasi mangiacassette di discreta qualità provvisto di presa auricolare e microfono. La Multitech vende anche un registratore studiato appositamente per il proprio personal mentre come monitor, se non si opta per la meno costosa TV, si può scegliere fra vari modelli che vanno dai 12'' ai 17'' a fosfori verdi o bianchi con prezzi che variano dalle 250.000 alle 500.000 lire circa.

Hardware
Il sistema, una volta aperto, si presenta costruito su un'unica piastra madre piuttosto affollata di componenti più una piastrina aggiuntiva "sopraelevata", collegata alla piastra madra da uno spezzone di flat cable e fissata con una vite, che va ad occupare lo spazio fra la tastiera e l'altoparlante. La tastiera è asportabile togliendo le quattro viti che la tengono ancorata al sistema e scollegando il cavetto. Verso il retro sono presenti la zona d'alimentazione e il modulatore TV (un classico Astec) che fornisce l'uscita sul canale 36. Fra gli integrati spicca il processore 6502 della Rockwell, le due ROM da 8 Kb ciascuna (che ospitano il Basic e il Monitor) e la fila di chip della RAM dinamica che può arrivare a 64 Kb. Tutto sommato, nonostante la Multitech spinga sul concetto di "computer didattico" o di "scheda a microprocessore evoluta", ci saranno ben poche occasioni di aprire l'unità centrale, visto che mancono del tutto gli slot d'espansione per le schede interne.

La piastra madre; si riconosce il mp 6502 al centro, le due ROM con il Basic e la fila dei chip di memoria
La piastra madre del sistema

L'obiettivo di costruire un sistema simile ma non esattamente un clone dei sistemi Apple, ha comportato la scelta dello stesso processore (il 6502), di una mappatura della memoria abbastanza simile ma soprattutto di una gestione del video compatibile con le modalità ad alta e bassa risoluzione della Apple più la modalità "mista" tipica dei sistemi della casa della mela, che lascia quattro righe testuali sotto una finestra grafica. L'ideale per la programmazione dei giochi di avventura.
Ovviamente tutte le differenze con il sistema Apple sono documentate, così come sono forniti i suggerimenti per adattare i programmi Apple al MPF-II (non tutti i programmi saranno adattabili). All'acquisto dell'unità floppy si entra in possesso di alcuni programmi di utilità fra i quali anche uno che permette di leggere il formato dischi della Apple dopo aver convertito con procedura automatica il DOS 3.3 della Apple stessa (cosa legalmente possibile se si dispone di una copia del software Apple). Il sistema operativo per il disco, insomma il DOS della Multitech, permette la formattazione di floppy a singola faccia da 250 Kb di capacità utilizzando la periferica anch'essa di dimensioni ridotte.
Lo sforzo maggiore probabilmente è stato fatto producendo un interprete BASIC quasi perfettamente compatibile con il Basic AppleSoft. Oltre a questo, il sistema ospita su ROM un monitor per il linguaggio macchina molto ben fatto, fra i migliori disponibili su questa classe di sistemi. I programmi possono essere commercializzati anche su cartridge da infilare nello slot di espansione presente sul fianco sinistro dell'unità centrale. Il costo di queste espansioni appare comunque notevole: lo Space Invaders costa 150.000 lire!
L'uso di un'espansione, come appunto il gioco citato, esclude la possibilità di usare il floppy o qualsiasi altra periferica che non siano la stampante e il joystick dato che il MPF-II dispone di un solo slot di espansione (per la cronaca è il numero 1 nell'emulazione Apple).

La coopertina della rivista Bit che valorizza le doti di trasportabilità della macchina.

Utilizzo
All'accensione (non ci sono tasti, basta inserire l'alimentatore) il sistema mostra 40 colonne su 24 righe con una scritta MPF-II al centro dello schermo (anche qui una copiatura di quello che appare accendendo un Apple II); essendo il BASIC in ROM, il sistema è subito disponibile per la programmazione o per caricare da cassetta un programma. Assieme al sistema stesso viene fornita una cassetta diagnostica e una demo che esplora tutte le capacità grafiche e sonore della macchina.
La presenza dell'unità floppy nello slot predispone il sistema al boot da floppy (ammesso che sia presente un dischetto con il sistema operativo). Il floppy fornito in dotazione contiene il DOS Multitech (release 2.1) e la collezione di programmi di utilità già citata.
La gestione del colore e la modalità high-res sono le cose più interessanti. Il sistema grafico permette la visualizzazione di sei colori sul televisore (l'uscita monitor è solo B/W) con qualche limitazione di disposizione. Le pagine grafiche ad alta risoluzione sono due ed è possibile scambiarle tra di loro con un comando Basic e farne una hard-copy sulla stampante con un Ctrl-P da tastiera.
A proposito della tastiera, notiamo che manca il tasto ESC e che quindi l'emulazione di un Apple non potrà essere proprio perfetta, ad esempio nell'editing dei sorgenti dove Apple fa largo uso del tasto citato. Il tasto di RESET è stato vistosamente colorato in rosso e disposto in maniera sufficentemente defilata per scongiurare pressioni accidentali.
Semplici programmini di benchmarking permettono di stabilire che le prestazioni sono pari a quelle della macchina di riferimento (un Apple II, appunto), segno che il processore viaggia alla stessa frequenza di clock.

I costi
Il costo del sistema "base" è di 990.000 lire, la tastiera esterna costa 150.000, il controller per floppy singolo 110.000 e un drive da 5,25'' vale 780.000 lire.
Rispetto ad esempio all'Apple II, analogamente equipaggiato il MPF-II costa la metà posizionandosi nella fascia occupata dal Commodore 64. Da parte sua il MPF-II mette in campo la compatibilità con il personal della Apple, cosa di non poco conto. Lo Spectrum della Sinclair si posiziona nella fascia di prezzo attorno alle 500.000 lire.

Vedi l'immagine ingrandita
Una pubblicità che enfatizza le possibilità d'espansione del Microprofessor II

Conclusioni
L'idea del computer didattico che sembra essere quella spinta dalla Multitech con questo prodotto, cozza contro le limitazioni del sistema stesso in termini di espansione; un solo slot di espansione non è proprio quello che ci si aspetterebbe da un computer costruito con l'idea di farci smanettare l'utilizzatore. L'altra anima, quella della compatibilità con un Apple II, è parimenti penalizzata dalla non perfetta emulazione del sistema della mela, cosa che obbliga alla conversione dei programmi in Basic e alla rinuncia al parco software di Apple che deriva dalla possibilità di usare il Pascal o la scheda di espansione dello Z80.
Sull'altro piatto della bilancia il MPF-II mette la trasportabilità e la maggior ricchezza del Basic in ROM oltre che una dotazione ricca di materiale educativo.
La costruzione mostra un'ottima cura dei particolari e un'ingegnerizzazione molto buona che permette di trarre il massimo pur contenendo i costi, sacrificando il minimo indispensabile.
Sui costi non si può dire una parola definitiva; forse il vero concorrente del MPF-II su questo delicato fronte non è tanto l'Apple II, che rimane un bel pezzo in avanti nonostante il costo doppio dell'unità centrale, ma il Commodore 64 che viaggia nella stessa classe di prezzo ma che dispone di un parco software nativo, soprattutto ludico, di ben più ampia dimensione.
Chi dovrebbe acquistare il MPF-II? Forse nessuno, verrebbe da dire; a meno che non sia necessario trasportare il sistema da un posto all'altro, cosa poco agevole da farsi con un Apple II e tutto sommato anche con un Commodore 64.

Maggio 2006, Sonicher

 

1 Il Microprofessor II è infatti un sistema Apple II compatibile che tenta d'intrufolarsi nel mercato degli home con vocazione professional. (↑)