Come emulare l'Apple II / Curiosità

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Molte sono le curiosità legate a questo mitico computer. Eccone alcune fra le più salienti:

Lazar II

numerosi furono i cloni di questo computer prodotti (ovvero gli Apple II compatibili). Nella maggior parte dei casi la piastra madre e il case erano abbastanza simili a quelli degli Apple II originali, ma differivano spesso per delle caratteristiche tecniche aggiuntive quali ad esempio un migliore generatore sonoro, un secondo processore (lo Z80) e soprattutto una copia della ROM dell'Applesoft in cui veniva sostituita la scritta "Apple ][" con "Hello". Quello mostrato nella foto sopra (il Lazar II) venne prodotto in Taiwan e venduto poi in Germania;

molti programmi sono praticamente "nati" su questo computer. Tra questi, è impossibile non ricordare almeno la prima avventura grafica (Mystery House), il primo grande RPG (Ultima I), il primo foglio di calcolo (VisiCalc), il primo ambiente integrato (AppleWorks) e i primi strumenti di programmazione seri al di fuori del mondo dei "grossi" computer (dagli assembler di ogni tipo a un compilatore C, il celebre Pascal UCSD e ogni linguaggio possibile e immaginabile tra cui il Basic, il Pilot, il Forth e perfino il Lisp);

secondo alcuni (tra i quali lo stesso Colombini) il progetto di ProDOS era molto più rozzo rispetto al DOS 3.3 con scarsa efficienza, parametri inconsistenti nelle chiamate e un consumo assolutamente esagerato di memoria. I nomi dei file erano limitati in lunghezza (20 caratteri) e non potevano più contenere spazi. Come se non bastasse, l'interfaccia Basic e la gestione della memoria erano incompatibili con alcune caratteristiche chiave del DOS 3.3 (in pratica i programmatori Basic non dilettanti venivano abbandonati);

nella sezione Mediateca del sito ComputerMuseum.it (gestito dal bravissimo Massimiliano Fabrizi e interamente dedicato alla storia dei computer e dell'informatica) è possibile trovare alcune immagini pubblicitarie relative a questo computer. Una delle più belle e significative è senza dubbio quella della foto sopra, che mette in evidenza come quelli della Apple credessero così tanto nel loro prodotto. In italiano infatti, essa suona più o meno così: "Jefferson ebbe una delle sue migliori intuizioni nel 1776: ma oggi potete prendere delle decisioni migliori con un Apple";

la Berkley Softworks realizzò per questo computer (così come per il Commodore 64) il GEOS (acronimo di Graphic Environment Operating System), un incredibile sistema operativo a finestre simile a quello dei computer a 16 bit;

grazie all'architettura "aperta" di questa macchina, fu possibile ampliare le risorse del computer utilizzando schede progettate da altri produttori (le schede dell'Apple II erano tra l'altro "Plug & Play", dato che bastava inserirle in qualsiasi slot perché venissero automaticamente riconosciute). In questo modo le periferiche disponibili aumentarono ed il software dedicato si arricchì notevolmente;

il mancato uso degli interrupt (a causa di un celebre erroruccio di Wozniak nelle ROM, che li rendeva incompatibili col Basic) da un lato limitò le potenzialità di alcuni software, specie di comunicazione, dall'altro contribuì a rendere il sistema molto robusto;

la grafica dell'Apple II era un po' strana (un'altra delle geniali trovate di Wozniak): otteneva 6 colori da un'interfaccia monocromatica. In pratica, il colore non era associato ai pixel ma alle coppie adiacenti di pixel (entrambi i pixel spenti = nero / entrambi i pixel accesi = bianco / uno acceso e uno spento = colore A / uno spento e uno acceso = colore B) dove i colori A e B erano verde/magenta o giallo/blu a seconda del bit più alto di ciascun byte, quindi con la limitazione che A e B non potevano convivere nello stesso byte. Tutto ciò veniva ottenuto praticamente gratis, grazie a una frequenza di scansione che corrispondeva alla sottoportante di colore del sistema televisivo NTSC (da noi era necessaria l'apposita scheda PAL)1. Inoltre, la limitata banda passante dei televisori faceva sì che i colori adiacenti si fondessero, il che consentiva di riempire aree con colori non esistenti, semplicemente mischiando i 6 disponibili;

come afferma lo stesso Fabrizi (http://www.computermuseum.it/museum/Apple_II.htm), nel 1993 terminò la produzione del computer più longevo mai realizzato: 500.000 esemplari di Apple II furono venduti nelle diverse versioni commercializzate in tutto il mondo. Ed è veramente incredibile pensare che, al primo Computer Show di Atlantic City del 1977 (quando, cioè, il primo prototipo di questa macchina fu presentato al mondo per la prima volta da Steve Jobs e Steve Wozniac), l'Apple II non incontrò la fiducia dei finanziatori che rimasero troppo scettici di fronte ad esso2. Un inizio davvero curioso per il capostipite di quella lunga serie di home computer destinati a cambiare le abitudini di molti giovani (e non) degli anni '80;

l'Apple IIe, come moltissimi altri computer di quel periodo, aveva dei tasti "proprietari" che, sulla tastiera degli attuali PC, corrispondono a:
    - Alt sinistro (Open Apple o Apple key);
    - Alt destro (Solid Apple od Option key);
    - Ctrl + Pausa (Reset).

 

1 In pratica, collegando il computer monocromatico a un televisore, lo si vedeva a colori... (↑)

2 Costringendo tra l'altro i due fondatori della Apple ad affrontare da soli la scalata al successo. (↑)